Padre Balducci sul “Times” : ET esiste

Intervista sul quotidiano inglese «Times»:
“La fede in Cristo non è incompatibile con Ufo ed extraterrestri”

LONDRA ­ E.T. e i suoi fratelli esistono davvero, non sono né un’invenzione della mente umana né una congettura e probabilmente sono più evoluti di noi. A darci queste rivelazioni dallo spazio non è un appassionato di fenomeni paranormali, ma padre Corrado Balducci, della congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, teologo molto stimato in Vaticano e amico personale del Papa.
In un’intervista che farà da appendice al suo libro che verrà pubblicato in Italia la prossima settimana e di cui The Times ha dato ieri delle anticipazioni, il religioso ammette senza alcun dubbio l’esistenza degli alieni, precisando però che non c’è alcun contrasto né teologico, né morale, né di alcun tipo tra il fatto di credere negli extraterrestri e la fede in Cristo. Sono insomma realtà che si possono integrare, anche perché, fa notare il teologo del Vaticano, nel Nuovo Testamento c’è un passo con scritto che Cristo è il re dell’Universo, non solamente del mondo.
Balducci sostiene che è sbagliato asserire che i racconti fatti su incontri ravvicinati con gli extraterrestri sono poco credibili. “È invece ragionevole credere e affermare che gli alieni esistono ­ racconta nell’intervista l’eminente figura dell’entourage del sacro pontefice ­ le loro esistenze non possono essere negate più a lungo, perché ci sono troppe evidenze dell’esistenza degli extraterrestri e dei dischi volanti”.
Non c’è spazio per altre interpretazioni: quello che padre Balducci vuole invece sottolineare, oltre a quelle sue idee che peraltro aveva già avuto modo informalmente di esternare, è che non c’è ­ non ci sarebbe ­ un rapporto di sfida tra i cosiddetti marziani e gli esseri umani, tra le loro convinzioni morali ed etiche e le nostre convinzioni religiose. Gli insegnamenti di Cristo non sarebbero dunque, a dire del teologo, in pericolo.
“Fatti come l’esistenza dei dischi volanti ­ afferma padre Balducci nell’appendice del suo libro che si intitolerà “Conferme” ­ indicano che gli alieni si sono evoluti più rapidamente degli esseri umani. Ma anche se si scoprisse che gli extraterrestri sono in qualche modo superiori agli umani, questo non metterebbe in dubbio gli insegnamenti del Cristianesimo”. Tesi senza dubbio per molti lettori assai particolare, per tutti coloro che non si interessano di fenomeni paranormali e non vanno al di là dell’evidenza, che sembrano però una vera e propria legittimazione di E.T. e dei suoi amici dello spazio.
Ma il religioso nel volume di prossima pubblicazione vuole anche dare un supporto teologico alle tesi che con particolare passione sta portando avanti ed offrendo alla riflessione della pubblica opinione. Balducci riferisce nell’intervista di un passaggio nel Nuovo Testamento in cui San Paolo parla di Cristo come re dell’Universo e non come re del mondo. “Questo significa ­ precisa il teologo ­ che ogni cosa nell’Universo, compresi gli extraterrestri, sono conciliabili con Dio”. Padre Balducci, oltre ad essere un membro ufficiale della famiglia papale, è anche un rinomato esorcista e un esperto di demonologia. Dal 1964 negli annuari vaticani è registrato come “prete d’onore”. Ha già scritto due volumi incentrati sulla figura del Diavolo, argomento anch’esso particolare. E adesso naturalmente Conferme che con l’uscita non mancherà senz’altro di fare scalpore.
La sua prima domanda a un alieno sarebbe relativa alla concezione che essi hanno di Dio. Nella sua analisi Balducci non si ferma a questo e va avanti: “È molto importante accordare credito ai racconti dei testimoni oculari ma bisogna stare molto attenti ad assicurarsi che siano realmente autentici. Ho sentito gente che ha detto di avere avuto dei contatti, ma erano persone che sfortunatamente non erano stabili mentalmente”.
Insomma, gli alieni, lo dicono i fatti nel tempo, esistono, ma bisogna stare attenti alle falsificazioni.

UFO, alieni e altre forme di vita nell’universo, tra realtà e finzione, tra
truffatori e ciarlatani, ma qual è la posizione del Vaticano su questi
“misteri” e soprattutto la fede cattolica accetta che il nostro non sia il
solo mondo per cui il Messia sia stato inviato per redimere gli uomini? A
questi interrogativi risponde monsignor Corrado Balducci, demonologo e
scienziato esperto in ufologia a cui la Santa Sede ha chiesto di studiare
questo fenomeno “con gli occhi della fede”.
Monsignor Balducci, gli Ufo e gli alieni esistono davvero o sono solo
invenzioni di imbroglioni?

Non credere agli Ufo e alla presenza di altri esseri viventi è peccato. La
loro esistenza non solo è provata da circa un milione di testimonianze, tra
cui anche quelle di molti scienziati atei, ma è anche confermata da alcuni
brani della Sacra Scrittura che in alcuni punti chiariscono la presenza di
extraterrestri.

Per esempio?

Il Salmo 23 che recita: “Del Signore è la Terra, l’universo e i suoi
abitanti”. Ora, perché il salmista ha voluto, dopo aver citato la Terra,
ricordare anche l’universo con i suoi abitanti? Questo vuol dire che la
presenza di altri esseri viventi è certa. Anche la teologia è d’accordo con
questa tesi.

In che senso?

Non possiamo certo affermare che gli angeli, i demoni o la stessa Madonna si
servano di astronauti per muoversi ma è vero che l’infinito numero delle
stelle, dei sistemi solari e delle galassie sono state create per la gloria
di Dio e non avrebbe senso che tutto questo sia solo per noi, che abitiamo
uno dei più piccoli pianeti dell’universo. Per questo io non solo sono
convinto che ci siano altri mondi abitati da esseri anche superiori a noi,
ma anche che ciò sia possibile, verosimile e soprattutto desiderabile.

Potrebbe essere più chiaro?

La presenza di alieni nell’universo, magari superiori a noi non solo perché
più intelligenti ma anche perché meno peccatori, giustificherebbe lo sbalzo
che c’è tra noi uomini e gli angeli. Lucrezio scriveva che “natura non facit
saltum” (la natura non fa salti) e quindi, nell’ordine provvidenziale della
creazione, Dio ha pensato bene di creare anche altri esseri.

Le risulta che ci siano stati santi che abbiano affermato l’esistenza degli
Ufo?

San Pio da Pietralcina, per esempio, che a chi gli chiedeva se gli
extraterestri esistessero veramente, ha risposto: “L’onnipotenza di Dio non
si limita al solo pianeta Terra. In altri pianeti esistono delle creature e
altri esseri che non hanno peccato come noi e che pregano Dio”. Ma la lista
è lunga. Addirittura un noto teologo come Niccolò Cusano affermava che “non
c’è stella dalla quale siamo autorizzati ad escludere l’esistenza di altri
esseri, anche diversi da noi”.

C’è un altro articolo in tema:

”La possibilità’ che esistano altri mondi e altre forme di vita non contrasta con la nostra fede perché’ non possiamo porre limiti alla liberta’ creatrice di Dio”. Lo afferma il direttore della Specola Vaticana padre Jose’ Gabriel Funes, in un’intervista all’Osservatore Romano, significativamente intitolata ”L’extraterrestre e’ mio fratello”. ”E’ possibile credere in Dio e fare scienza in modo serio e rigoroso”, sottolinea il gesuita argentino per il quale ”fede e ragione sono le due ali con cui si eleva lo spirito umano. Non c’è ‘ contraddizione - spiega - tra quello che noi sappiamo attraverso la fede e quello che apprendiamo attraverso la scienza. Ci possono essere tensioni o conflitti, ma non dobbiamo averne paura. La Chiesa non deve temere la scienza e le sue scoperte”. Secondo padre Funes, ”i progressi degli studi astronomici non smentiscono le verità’ della fede”. Nell’intervista padre Funes non elude nessuna domanda, neppure sulla supposta contraddizione tra “big bang” e creazione. “Da astronomo -confida - io continuo a credere che Dio sia il creatore dell’Universo e che noi non siamo il prodotto della casualita’ mai figli di un padre buono, il quale ha per noi un progetto d’amore”, come ci e’ stato rivelato. Ma, aggiunge, “la Bibbia fondamentalmente non e’ un libro di scienza: all’epoca, ovviamente, era del tutto estraneo un concetto come quello del ‘big bang;. Dunque, non si può’ chiedere alla Bibbia una risposta scientifica. Allo stesso modo, noi non sappiamo se in un futuro più’ o meno prossimo la teoria del ‘big bang’ sarà’ superata da una spiegazione piu’ esauriente e completa dell’origine dell’universo. Attualmente e’ la migliore e non e’ in contraddizione con la fede. E’ ragionevole”. Quanto alle teorie di Charles Darwin, “dall’osservazione delle stelle e delle galassie emerge - rileva il direttore della Specola - un chiaro processo evolutivo. Questo e’ un dato scientifico. E anche qui io non vedo contraddizione tra quello che noi possiamo imparare dall’evoluzione - purche’ non diventi un’ideologia assoluta - e la nostra fede in Dio”. Riguardo a Galileo, infine, il gesuita astronomo ritiene che sia “arrivato il momentodi voltare pagina e guardare piuttosto al futuro: questa vicenda ha lasciato delle ferite, ci sono stati malintesi. La Chiesa in qualche modo ha riconosciuto i suoi sbagli. Forse si poteva fare di meglio. Ma ora e’ il momento di guarire queste ferite”


Ditemi che ne pensate

Aggiungo al post su Nicola un breve video che ho trovato in rete ed è un intervento di una ragazza ad una trasmissione di un’emittente di Verona, Telenuovo.

Ho letto e ascoltato in questi giorni molte opinioni in sintonia con la mia, anche di non veronesi. Ne sono contento. Non mi dispiace che il mio articolo non abbia alcun commento, vedendo che comunque altri blog più trafficati si sono occupati del caso. Questo è l’importante, non lasciar scivolare nell’oblìo fatti del genere.

Verona: bloccati ultimi due naziskin
Facevano parte del gruppo che ha ucciso Nicola Tommasoli
(ANSA) - VERONA, 6 MAG - Bloccati dalla Digos in Lombardia gli ultimi 2 presunti componenti del gruppo dei cinque naziskin che ha picchiato a morte Nicola Tommasoli. Si tratta di Federico Perini, di 20 anni, e di Nicolo’ Veneri, di 19 anni, entrambi veronesi. I due saranno accompagnati nelle prossime ore nel carcere di Montorio, nella citta’ scaligera. Ieri erano stati arrestati Guglielmo Corsi, 19 anni, e Andrea Vesentini, 20 anni. Domenica, Raffaele Dalle Donne, 19 anni, che si era consegnato in questura.

Vorrei che prendeste questo mio post come espressione di un pensiero apolitico.

Sono molto triste per questa cosa. E molto arrabbiato per il senso di impotenza che ho provato davanti ad una morte talmente assurda e cattiva. Io sono di Verona, a Verona sono nato e amo la mia città.

Ora, mentre giornali e tv stanno facendo il loro lavoro di sciacallaggio mediatico e politico come al solito, confortati dalle dichiarazioni un tantino psicopatiche (“In città come Verona tra i giovani esiste un solo tipo di cultura: quella della forza, dell’eliminazione, della violenza”) di uno psichiatra “eccellente” come Vittorino Andreoli (veronese pure lui) sulle quali stendo un velo di civile indignazione, mi prendo questo spazio per abbracciare innanzitutto la famiglia di Nicola che si è trovata catapultata in una dimensione di disperazione che non riusciamo realmente a capire, ma che possiamo però sostenere col nostro calore e il nostro affetto.

Estendo l’abbraccio anche alle famiglie dei componenti del cosiddetto “branco”, vittime anch’esse dell’odio che i propri figli hanno riversato con tanta cieca e stupida rabbia su di un giovane come loro.

La sensazione che si vive in città è quello dello sbigottimento e della sofferenza per il dramma che ha colpito queste famiglie. Per tutte le famiglie coinvolte.

Verona è una città con circa 270 associazioni di volontariato, Caritas esclusa. Non è una città razzista, checchè se ne dica anche a proposito del sindaco e delle sue delibere, etichettate pretestuosamente come “discriminatorie”. Nella nostra città vivono perfettamente integrati più di 30.000 immigrati regolari.

Verona è in parte vittima della sua mentalità ancora provinciale che la rallenta nel percorso di adeguamento ad un mondo che si evolve a ritmi vertiginosi, totalmente cambiato in un brevissimo lasso di tempo, e alle volte tenta di difendere le sue sicurezze con troppa superficialità e con un malcelato sospetto nei confronti di tutto ciò che è diverso e, in un certo senso, potenzialmente destabilizzante. Ma questo sospetto non è il sintomo di un popolo cattivo, bensì di persone che, e lo dico senza campanilismi, sono state mal governate, sfruttate e non salvaguardate da chi invece le doveva difendere dalla capillare diffusione di quella che è definita “micro-criminalità”, ormai quasi tutta di origine straniera, che ha costretto interi quartieri nella paura e nell’insicurezza. Che sono aumentate nel tempo. La gente non si fida più, teme di perdere ciò che si è conquistata,col proprio sudore, in anni e anni di fatica e sacrifici. Questo va a scapito di tutte quelle persone oneste, e ci sono, che in Italia vengono non per delinquere ma per trovare davvero un lavoro.

Il distacco generazionale, poi, è molto evidente, ma non si vuole ammettere, e questa ostinata difesa “delle proprie radici” è diventata un collante fortemente condiviso in famiglia, sul lavoro, nella città. Ma, ripeto, non è un sentimento razzista nè violento. Si vuole solo che regole vengano rispettate. Da tutti: italiani e non.

Nessuno qui si nasconde che ci sono dei problemi che si stanno radicando nelle menti delle nuove generazioni e che ci sono dei valori letteralmente soppiantati dal nulla cerebrale.

Lo scadere degli ideali, che in realtà è più generale e riguarda tutta la nostra società, trova un suo triste sfogo in azioni come quella del primo maggio, che sono il male allo stato puro. Però credetemi: quello che è successo qui poteva benissimo succedere in un’altra città, del nord o del sud, magari in nome o per conto di una bandiera con un altro colore. Ripeto: il problema è un problema di tutta la nostra società.

La questione dell’adesione ad una determinata parte politica non è comunque da sottovalutare, perchè, alla fine, questa tragedia è anche frutto di un’ideologia radicata da tempo in certi ambienti della città, ben identificabili sebbene circoscritti ad un esiguo numero di aderenti.

Il popolo veronese ha subìto uno scossone che spero lo farà riflettere profondamente sul suo futuro. Tutti quelli che conoscono gli aggressori li descrivono come bravi ragazzi, cresciuti in famiglie senza particolari disagi. Fatto sta che questi bravi ragazzi hanno ucciso spinti da delle motivazioni che sono disarmanti e che ispirano dei sentimenti altamente bellicosi e carichi di vendetta. Si vuole giustizia, e mi auguro sia fatta davvero, stavolta, ma spero anche che i nostri cuori non si chiudano nel rancore.

Mi sto facendo una domanda: sento parlare di colpa della società, della politica, della scuola, della famiglia. Già… e la Chiesa? Questi parroci, questi vescovi che hanno soluzioni sempre pronte, parole adatte ad ogni circostanza, non si chiedono mai che tipo di valori hanno trasmesso in questo tempo? E, soprattutto, in quale modo e con quali scopi lo hanno fatto? Possibile che la colpa sia sempre degli altri e che nessuno mai faccia un’autocritica in questo senso?

Io sono un credente evangelico e non voglio essere accusato di faziosità, per cui esprimerò la mia opinione al riguardo nella parte di questo blog che ho dedicato alle questioni inerenti la mia fede, proprio perchè qui voglio lasciare libertà di espressione a tutti quelli che vorranno lasciare la loro opinione qui.


Vi chiedo che ne pensate. Se vi va di dirmelo.

Io chiudo qui, stringendomi come posso a queste famiglie.


A un francobollo niente male
successe una cosa fenomenale.
Da una principessa fu leccato
e all’improvviso cadde innamorato.
Voleva di nuovo baciarla,
e invece dovette lasciarla
appiccicato a un biglietto postale:
a volte il destino è davvero fatale!

Joachim Ringelnatz

Ho passato un po’ di tempo a girare qualche blog a caso. Ho cliccato dai link di Noemi e poi ho proseguito a catena. Devo farvi i miei complimenti. Ho letto delle cose assolutamente belle. Belle può sembrare limitativo ma è l’aggettivo meno roboante ma più calzante che posso esprimere. Ne ho visitati un discreto numero e mi sono immerso nei vostri pensieri, almeno quelli che avete reso pubblici, con molta empatia.

Vi faccio un applauso (clap, clap, clap, clap, clap) e anzi, vi dedico una standing ovation.applausi

Bravi.

Ne segnalo tre, anche se ne dovrei citare di più. Mi perdonino gli altri:

Xeena’s corner, Cantastorie’s weblog e Senzacompromessi.

Me ne sono piaciuti anche di quelli dei quali non condivido le idee ma che sono espressione di una libertà che non ha la necessità della volgarità o della banalità forzata e fine a sè stessa. Dico brava a zia Elena. Ti verrò a trovare, quando ne avrò la possibilità.

Bravi, bravi, bravi.

Anche se difficilmente sarò alla vostra altezza di espressione, sono felice di avervi incontrato. :-)

Buon viaggio a tutti. 8-)

Lo sevatape che se sticrevte una fsare menttedo le lrettee alla runfsia, landaicso preò al lroro psoto la pmira e l’utimla lrettea di ongi ploara, steie in gdaro di lelregga lo sessto?

Qtseuo pehrcè il cevllero lgege le ploare nel lroo imeisne e non lrettea per lrettea!

brain

Ehi! Ditemi se la cosa funziona anche per voi!!!

Ehi. Meno male che piove! Così quest’anno non ci scassano con la storia della siccità. Sono comunque curioso di scoprire che calamità naturale o innaturale diranno che ci colpirà ’sto giro. Tra allergie, malattie strane, mucche pazze e aviaria (vi ricordate che per un periodo ci fu una morìa di cigni???) cicloni e tornado, inquinamento, cibi transgenici o alla diossina, virus sconosciuti, microcriminalità e immigrazione selvaggia, immondizie e… e basta!!!!!!!! Non se ne può proprio più.

Lasciateci vivere che lo sappiamo bene quanto è duro alzarsi alla mattina per andare a lavorare. Non abbiamo bisogno che ci suoniate continuamente la sirena dell’allarme per aumentare le ansie della gente.

Le calamità che personalmente temo di più sono terribilmente umane. Quelle si, che mi incutono una sorta di preoccupazione interiore. Ora, però, dato che non mi piace sparlare alle spalle delle persone, e perchè molto probabilmente i miei contenziosi personali sarebbero di scarso interesse, mi limito ad una preghiera più generale: NON DATE CREDITO AI GUFI che vi tirano addosso ogni sorta di maledizione, in primis tale Fede, di nome Emilio. Fate come me: schiacciate il pulsantino del telecomando, girate canale e rifiutate di ascoltare previsioni catastrofiche pro-auditel. E non abbiate paura: non siamo ancora sull’orlo del precipizio, i nostri anticorpi sono ben vivi e vegeti. Semmai, state accorti! Se quest’estate, ad esempio, ve ne andrete in ferie, le tanto agognate ferie, con l’intenzione di godervi tutto il relax che meritate e vi volete prendere un’abbronzatura che tolga il giallino invernale dalla vostra pelle, non credo siate felici di sentire continuamente che il sole è “cancerogeno”! Compratevi una crema protettiva adatta alla vostra epidermide e usatela. Il troppo fa sempre male, in tutte le cose. E se proprio, constatato il fatto che ad oggi le giornate di pioggia non si contano più, i nostri gufi-guru prevedessero un’estate piovosa (ma quando mai? Se fanno fatica ad azzeccare i meteo a tre-quattro giorni), munitevi di ombrello e soprattutto: sceglietevi una buona compagnia.

Se mi consentite una chiosa: le catastrofi sono “più naturali” nel cuore dell’uomo che nel mondo che lo circonda. E se questo cuore fosse meno catastrofico, avremmo più cura di non far impazzire questo meraviglioso pianeta sul quale ci è dato di vivere.

Quando si dice mulo!

Scusate… ho trovato questa foto su un blog (che ho linkato, anche se non so chi ne sia l’autrice) e mi ha fatto scoppiare dal ridere…

La primavera è la stagione che amo di più. Ma di più di più! Pur essendo una persona che non ha paura della morte amo tutto ciò che sa di vita, che parla di vita. E la primavera mi regala questo tipo di sensazione.

A casa mia la luce dell’alba entra dalla finestra principale con tutta la sua carica di gioia: la riesco a respirare a pieni polmoni e la inalo dentro di me sentendo tutta la sua forza. Mi sento felice perché realizzo il corpo che sta intorno la mia anima, mi sento finalmente una cosa sola in me. Mi sembra persino che il tempo si materializzi, lo sento scorrere nel vero senso della parola, mi pare che perfino lui abbia un suo profumo.

Non permetto a nessun cattivo pensiero di bussare alla mia porta. Via da me! Avete il vostro momento, e non chiedete nemmeno “permesso” .

Ahhhhhhhh, come si sta bene!!!

Riprendo il viaggio… anche se non mi sono riposato!!!

Riprendo il viaggio con lo stesso spirito di sempre, senza pretese e senza attese che non siano le stesse di tutti coloro che scrivono “a fondo perduto”.

Riprendo il viaggio perchè spero di ricevere buoni consigli, perchè non si finisce mai di imparare, perchè aprire una parte del proprio cuore fa bene al cuore stesso.

Riprendo il viaggio perchè Noemi non mi ha votato, accipicchia… e se non mi vota lei vuol dire che c’è qualcosa da riprendere in mano… ;-P
Ricordatevi che sono un viaggiatore come voi, un pendolare della vita, non ho diplomi nè lauree da sventolare… il biglietto l’ho pagato anche io. Siate buoni con me
Ciau.