Forgive 


Quando ricevi un grave torto, questo ti lascia un segno, un danno che ricorda ogni giorno quanto hai subito.
È un preciso piano del nemico farti vivere nel ricordo del danno per creare in te la ricerca della giustizia negata, per farti sentire giusto, in credito verso il mondo e verso Dio,  per far crescere il tuo orgoglio nel difetto, allontanare gli altri ed impedirti di incontrare il cuore di Dio.

Quando ricevi un grave torto, guarda con gli occhi di Dio, vivi nella compassione, guarda ciò che è arido ed innaffialo. Non risparmiare l’acqua della tua preghiera e del perdono verso chi ancora non ti ama, allora vedrai fiorire il giardino della tua vita, i migliori frutti saranno per te che scegli di seguire l’esempio del Maestro, Gesù.

beOpen – beLikeJesus

(Franz Puccio)

Atleti per Cristo


Mentre i Giochi olimpici di Rio sono in pieno svolgimento, si moltiplicano le testimonianze di fede da parte degli atleti. Sarebbe difficile individuarle tutte, ma non possiamo non citare le preghiere dei giocatori figiani al termine della finale che ha regalato loro la medaglia d’oro nel rugby a 7 (nella stessa specialità, sul versante femminile, al termine dell’ultima sfida le atlete del Kenya si sono raccolte in cerchio per una preghiera).Nel clima olimpico il plurimedagliato Michael Phelps ha raccontato ai media di come abbia superato un serio momento di crisi leggendo il libro di Rick Warren, “La vita guidata da propositi”; anche l’arciera Mackenzie Brown ha esposto la sua fede, e il suo allenatore Kisik Lee pare abbia portato finora alla fede e battezzato sette atleti (subendo, anni fa, una reprimenda da parte del Comitato olimpico statunitense).

L’elenco continua con i tuffatori David Boudia and Steele Johnson, argento nei tuffi sicronizzati, la calciatrice Tobin Heath, il ginnasta Jake Dalton, la velocista Allyson Felix, e anche le ex ginnaste Dominique Dawes e McKayla Maroney. Altri cinque atleti cristiani, ricorda Premier Christianity, sono in odore di medaglia a Rio 2016: gli statunitensi Trayvon Brommell e Christian Taylor, la giamaicana Shelly-Ann-Fraser-Pryce, Kirani James (Grenada) e Asbel Kiprop (Kenya).

(Fonte: https://www.facebook.com/paolojugovac/posts/10205612479786282)

Gps


Ho letto una frase che recita così: “cerca Dio e lasciati trovare da Lui”.

Dio non hai mai perso di vista l’uomo.

Semmai é l’uomo che, ad un certo punto, si é fatto fregare navigatore, bussola e cartina geografica.

Così, come fai a non andare in confusione totale quando vuoi tornare a casa ma non hai la più pallida idea di dove ti trovi e sei senza punti di riferimento?
Questo é un grande problema perché per farti trovare da qualcuno devi come minimo essere in grado di fornirgli la tua posizione ma, se non sai dove sei, la faccenda é veramente tosta.
Quindi ci ha pensato Lui, é stato Dio che ha preso l’iniziativa di “cercarci”, se mai, e non é così, ci avesse smarrito, riportandoci a casa.
Abbiamo nuovamente in mano il gps affinché il nostro vivere sia un camminare in Lui, con Lui e per Lui.
(E Lui in noi, con noi, per noi).
Se esiste un posto dove Lo dovremmo “cercare” – e dove Lo troveremo di sicuro – non é “da qualche parte, lassù” bensì dentro di noi, visto che é lì il luogo nel quale Dio ha deciso di andare ad abitare.

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“SIGNORE, tu mi hai esaminato e mi conosci. 
Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo, tu comprendi da lontano il mio pensiero. 

Tu mi scruti quando cammino e quando riposo e conosci a fondo tutte le mie vie. Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, SIGNORE, già la conosci appieno. 

Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle e poni la tua mano su di me. 

La conoscenza che hai di me è meravigliosa, troppo alta perché io possa arrivarci. 

Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza? 

Se salgo in cielo tu ci sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti là. 

Se prendo le ali dell’alba e vado ad abitare all’estremità del mare, anche là mi condurrà la tua mano e mi afferrerà la tua destra. 

Se dico: «Certo le tenebre mi nasconderanno e la luce diventerà notte intorno a me», le tenebre stesse non possono nasconderti nulla e la notte per te è chiara come il giorno; le tenebre e la luce ti sono uguali. 

Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. 

Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene. 

Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. 

I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi erano destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora. 

Oh, quanto mi sono preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant’è grande il loro insieme! Se li voglio contare, sono più numerosi della sabbia; quando mi sveglio sono ancora con te.”

Salmi 139:1-18

Guarda il mondo a colori


In che modo una sola vita può produrre un impatto profondo sul mondo?

colorsQuanti credono che la vera realtà (essere pienamente, in senso soggettivo e oggettivo) di questa vita sia quella di seguire Dio con tutto il cuore? Ogni mattina quando, grazie a Dio, apri gli occhi e ti rendi conto di essere reale, di essere una creatura, ti ricordi il motivo per il quale vivi?

La mia domanda è rivolta a noi che ci chiamiamo cristiani, riflettendo sul nostro stile di vita.

Ce lo ricordiamo che i cristiani non si sono chiamati “cristiani” da soli?
Perchè c’è stato un momento in cui i discepoli furono chiamati cristiani la prima volta a motivo dell’osservazione del loro stile di vita (Atti 11.26).
Mi chiedo se oggi qualcuno che guardasse la nostra vita potrebbe darci questa identità…

Quale impatto può produrre una sola vita sul mondo? E quanto profondo può essere?

La vita a cui Gesù ci chiama è pura follia agli occhi di chi non crede, è una strada senza compromessi, senza vie di mezzo o zone grigie. È una vita folle.
Follia deriva dal latino follis, termine che indicava approssimativamente un contenitore, un sacco vuoto pieno d’aria, il termine folle indicava la testa vuota dell’uomo, anch’essa è un contenitore, in quanto sede delle facoltà intellettive.
Quindi, quando si indica, oggi, una persona folle si intende, da dizionario, un uomo in stato di alienazione mentale, determinato dall’abbandono di ogni criterio di giudizio.
Se Dio ci chiama ad essere follemente  – e ripeto follemente – innamorati di Lui, dandoci tutte le motivazioni ogni giorno per esserlo, non potremo stare a metà tra Lui e tutto ciò che non è Lui.
Perciò dicevo che non ci possono essere compromessi. Il nostro essere figli e il nostro impatto profondo sul mondo dipende solo dalla nostra libera scelta. Per quel che riguarda Dio, Lui ci ha già scelto (Genesi 1:27). Ci ha scelto nel momento in cui ci ha creato.
Il punto rimane, ovviamente, se capiamo il senso di questa follia e quanto radicalmente vogliamo aderirvi. Ripeto, è una nostra libera scelta.

Credere in Dio e amare follemente Dio sono due cose assolutamente diverse.
Puoi, cioè, rimanere un simpatizzante oppure diventare “pazzo” d’amore per Lui.
È una tua decisione.
Sto parlando a chi afferma di essere un cristiano, capisco che queste possano essere affermazioni assurde per chi non crede ma non è a loro che mi rivolgo.
Perciò, se tu non vuoi questo, se non vuoi che il Suo folle amore ti faccia diventare folle d’amore, non potrai dirti realmente innamorato del Cristo, nonostante Colui che ti ha dato la vita ti abbia destinato all’eccellenza. Siamo chiamati ad essere ambasciatori dell’amore di Dio e della Sua grazia ma prima ancora a vivere di tutto ciò.

Se questo amore e questa grazia non sconvolgono per prima la tua vita non potrai sconvolgere quella degli altri per mezzo dello stesso amore, certo, magari ti sentirai in qualche modo soddisfatto, però la visione che avrai di Dio sarà ridotta e ristretta e non impatterai il mondo che ti circonda, i tuoi amici, la tua famiglia, i tuoi colleghi di lavoro. Questo significa che tu hai il potere di limitare la Sua opera nella tua vita.

Se farai la scelta di abbracciare questa “follia”, dovrai rinnovare la tua scelta ogni giorno, con tutto il tuo cuore, senza stancarti, il tuo pensiero non sarà più convenzionale e il tuo modo di vivere radicale e folle diventerà la tua serena normalità ed un esempio per molte persone.
Quando trascuriamo ciò che Dio vuole per noi, sperimentiamo il fallimento e io spero che il profondo “fastidio” che provo sapendo che l’uomo ha fallito e continua a fallire nell’escludere Dio dalla propria vita, ci accomuni. Lui vuole che le persone conoscano il Suo amore e siamo noi la Sua voce, le Sue mani, i Suoi piedi.
Se tu sei un credente, sai già che la tua vita è stata riscattata dal sacrificio di Gesù, che Dio desidera il meglio per te, se lo conosci intimamente, lo vivi ogni giorno in tutto quello che fai, sai che Lui ha una soluzione per ogni tuo problema ed un piano perfetto per la tua vita, che ti ama più di ogni alta cosa. Ogni qualvolta il nostro cuore si adagia rischiamo di dare per scontata la Sua presenza, il Suo amore, i Suoi insegnamenti, rischiamo di lasciare la Sua mano e di imboccare, senza una guida, una strada nebbiosa, buia e di togliere ai nostri occhi la possibilità di godere della luce, che è Cristo in noi. Non stanchiamoci, perciò, di rinnovare l’appartenenza a Dio dichiarandoglielo, dicendogli ogni giorno quanto lo amiamo e, soprattutto, vivendo il Suo amore.

 

Spesso la bellezza, la brillantezza di cui gode la nostra vita sta proprio li, davanti a noi, ma non la vediamo, non la sappiamo distinguere, non la sappiamo vivere, capita che non ricordiamo che i nostri occhi vedono a colori e sanno distinguere ogni singola sfumatura.
Ebrei 12:2 dice che “Gesù sopportò la croce per la gioia che era davanti a Lui.
I Suoi occhi vedevano, sapevano distinguere ad apprezzare quella gioia, Lui conosceva la motivazione della croce.
Allora torno a dirti: se tu conosci il motivo per il quale vivi ogni giorno, se quel motivo è il Cristo, allora conosci la gioia e non puoi vedere in bianco e nero.
La tua intimità con Dio deve essere più forte di tutto il resto, Lui non nasconderà mai i COLORI ai tuoi occhi, ma, anzi, ti permetterà di vederli sempre più nitidi, sempre più brillanti.

Pensa a quante sfumature, quante combinazioni di colori possono nascere (basta guardare la natura, il mare, i prati eccetera). Dio è così, è “colorato”, infinito, è una scoperta quotidiana, è un Dio di cui non ci si può accontentare, più tu ti lascerai lavorare e Lo lascerai lavorare nella tua vita, più Lui ti circonderà di cose che non si stancheranno.

Perciò credo che l’unica, e dico UNICA, grande richiesta nelle nostre preghiere, senza sforzarci di chiedere tanto altro, è che Dio ci insegni a vivere ciò che Lui è, a vederlo in ogni cosa che i nostri occhi guardano, che la nostra mente pensa, che il nostro corpo fa, anche se vivessimo un tempo duro o di sofferenza. Dio è dalla nostra parte, si è impegnato in prima persona a portare avanti la Sua opera nella nostra vita fornendoci ogni mezzo per farlo al meglio e da vincitori poichè ogni nostra battaglia è la Sua battaglia.

Per concludere, Dio ha fatto del nostro corpo il tempio del Suo Spirito, che non è solo Spirito, ma Spirito Santo, Santo perchè “separato” dal peccato.

È un dono di Dio al quale dobbiamo essere ricettivi, ma soprattutto reattivi, Lo hai ricevuto perchè Dio ti ama follemente e perchè Lui stesso è l’unica condizione necessaria per poter vivere una vita meravigliosa.
Possiamo continuare a non voler vedere, a continuare a guardare in bianco e nero, ma è solo e soltanto attraverso l’azione della Grazia di Dio, che opera in noi attraverso lo Spirito Santo, camminando ogni giorno con Lui e sotto la Sua guida, che possiamo separarci dal peccato. Dio vede sempre a colori e vuole che anche noi vediamo come Lui vede.

Manteniamo puro il nostro corpo, perchè possa restare eretto, stabile, in equilibrio, ancorato all’amore di Dio, ancorato alla Sua pace, alle Sue promesse.
Manteniamo il nostro spirito sottomesso allo Spirito Santo, ascoltarlo e dipendere da Lui è di vitale importanza.
La purezza in ogni sua forma è un requisito fondamentale per prepararsi a quando Cristo tornerà (è scritto in 1Giovanni 3:3 che “Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro“) perciò voglio dirti – e dirmi – manteniamo puri i nostri occhi, che possano godere di ogni sfumatura, che possano essere occhi attenti,  vigili ai bisogni di chi sta accanto a noi, manteniamo pure le nostre orecchie, non ascoltiamo parole che non ci sono di alcuna utilità, manteniamo l’orecchio pulito per non confondere la voce di Papà con qualsiasi altra voce che ci vuole allontanare da Lui, manteniamo puri i nostri pensieri, la nostra mente, manteniamo operative le nostre mani e le nostre braccia, facciamole mani pronte a servire e braccia pronte ad abbracciare, manteniamo puro il nostro cuore, i nostri organi vitali,  manteniamo pure le nostre gambe e i nostri piedi perchè camminino con Cristo, per Cristo ed in Cristo sempre.

(Irene)

Se Non Troviamo Gioia In Cristo


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Se non troviamo gioia in Cristo, se, cioè, ce lo facciamo piacere per paura di non so cosa, rischiamo davvero di trascorrere una vita stratosfericamente infelice.

Succede quando ci accontentiamo di conoscere Cristo per come ce lo raccontano gli altri …e per quanto bene ce lo descrivano, se ci faremo bastare un Dio “per sentito dire”, dopo un po’ di tempo ci sentiremo insoddisfatti, poi frustrati e alla fine diventeremo intolleranti nei confronti di questo Dio “raccontato”.

Succede quando confondiamo Dio con l’uomo, o l’uomo con Dio, il che ci procurerà così tanta delusione che non dovremo fare tanta fatica per trovare un “valido” motivo per allontanarLo dalla nostra vita.

Succede quando non gli diamo il tempo per farsi conoscere, attraverso la Parola, la preghiera e la sottomissione all’azione dello Spirito Santo.

Sarà un gioco da bambini scappare via e dare la colpa della propria frustrazione a chiunque rimandi a Lui, dimenticando che la fede e il rapporto con Dio sono questioni personali che dobbiamo costruire e coltivare da noi, giorno dopo giorno.

Quando scappiamo da Dio siamo destinati al vagabondaggio spirituale, perchè di quello si tratta. Tutti vogliamo essere felici. Dio lo sa bene, ci ha fatti con le Sue mani…

Se non troverai gioia in Dio, la cercherai in un milione di altre cose, lavoro, denaro, successo, potere …ma la tua anima non sarà mai appagata, vivrai circondandoti di cose e di persone che prima o poi o ti deluderanno o ti stuferanno.

«Confida nel SIGNORE e fa’ il bene; abita il paese e pratica la fedeltà. Trova la tua gioia nel SIGNORE ed egli appagherà i desideri del tuo cuore. Riponi la tua sorte nel SIGNORE; confida in lui, ed egli agirà. Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce e il tuo diritto come il sole di mezzogiorno. Sta’ in silenzio davanti al SIGNORE, e aspettalo; non adirarti per chi prospera nelle sue imprese, per l’uomo che ha successo nei suoi malvagi progetti. Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non adirarti, ciò spingerebbe anche te a fare il male.

Il poco del giusto vale più dell’abbondanza degli empi.

Il SIGNORE conosce i giorni degli uomini integri; la loro eredità durerà in eterno. Non saranno confusi in tempo di sventura, ma saranno saziati in tempo di fame.

I passi dell’onesto sono guidati dal SIGNORE; egli gradisce le sue vie. Se cade, non è però abbattuto, perché il SIGNORE lo sostiene prendendolo per mano. Io sono stato giovane e sono anche divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane. Tutti i giorni è pietoso e dà in prestito, la sua discendenza è benedetta. Allontànati dal male e fa’ il bene; dimorerai nel paese per sempre. Poiché il SIGNORE ama la giustizia e non abbandona i suoi santi; essi sono conservati in eterno; ma la discendenza degli empi sarà sterminata.

Ho visto l’uomo malvagio e prepotente ergersi come albero verdeggiante sul suolo natìo, ma poi è scomparso, ed ecco, non c’è più; io l’ho cercato, ma non si è più trovato. Osserva l’uomo integro e considera l’uomo retto, perché l’uomo di pace avrà una discendenza.

Il SIGNORE li aiuta e li libera; li libera dagli empi e li salva, perché si sono rifugiati in lui.»
Dal Libro Dei Salmi 37