Se Non Troviamo Gioia In Cristo


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Se non troviamo gioia in Cristo, se, cioè, ce lo facciamo piacere per paura di non so cosa, rischiamo davvero di trascorrere una vita stratosfericamente infelice.

Succede quando ci accontentiamo di conoscere Cristo per come ce lo raccontano gli altri …e per quanto bene ce lo descrivano, se ci faremo bastare un Dio “per sentito dire”, dopo un po’ di tempo ci sentiremo insoddisfatti, poi frustrati e alla fine diventeremo intolleranti nei confronti di questo Dio “raccontato”.

Succede quando confondiamo Dio con l’uomo, o l’uomo con Dio, il che ci procurerà così tanta delusione che non dovremo fare tanta fatica per trovare un “valido” motivo per allontanarLo dalla nostra vita.

Succede quando non gli diamo il tempo per farsi conoscere, attraverso la Parola, la preghiera e la sottomissione all’azione dello Spirito Santo.

Sarà un gioco da bambini scappare via e dare la colpa della propria frustrazione a chiunque rimandi a Lui, dimenticando che la fede e il rapporto con Dio sono questioni personali che dobbiamo costruire e coltivare da noi, giorno dopo giorno.

Quando scappiamo da Dio siamo destinati al vagabondaggio spirituale, perchè di quello si tratta. Tutti vogliamo essere felici. Dio lo sa bene, ci ha fatti con le Sue mani…

Se non troverai gioia in Dio, la cercherai in un milione di altre cose, lavoro, denaro, successo, potere …ma la tua anima non sarà mai appagata, vivrai circondandoti di cose e di persone che prima o poi o ti deluderanno o ti stuferanno.

«Confida nel SIGNORE e fa’ il bene; abita il paese e pratica la fedeltà. Trova la tua gioia nel SIGNORE ed egli appagherà i desideri del tuo cuore. Riponi la tua sorte nel SIGNORE; confida in lui, ed egli agirà. Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce e il tuo diritto come il sole di mezzogiorno. Sta’ in silenzio davanti al SIGNORE, e aspettalo; non adirarti per chi prospera nelle sue imprese, per l’uomo che ha successo nei suoi malvagi progetti. Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non adirarti, ciò spingerebbe anche te a fare il male.

Il poco del giusto vale più dell’abbondanza degli empi.

Il SIGNORE conosce i giorni degli uomini integri; la loro eredità durerà in eterno. Non saranno confusi in tempo di sventura, ma saranno saziati in tempo di fame.

I passi dell’onesto sono guidati dal SIGNORE; egli gradisce le sue vie. Se cade, non è però abbattuto, perché il SIGNORE lo sostiene prendendolo per mano. Io sono stato giovane e sono anche divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane. Tutti i giorni è pietoso e dà in prestito, la sua discendenza è benedetta. Allontànati dal male e fa’ il bene; dimorerai nel paese per sempre. Poiché il SIGNORE ama la giustizia e non abbandona i suoi santi; essi sono conservati in eterno; ma la discendenza degli empi sarà sterminata.

Ho visto l’uomo malvagio e prepotente ergersi come albero verdeggiante sul suolo natìo, ma poi è scomparso, ed ecco, non c’è più; io l’ho cercato, ma non si è più trovato. Osserva l’uomo integro e considera l’uomo retto, perché l’uomo di pace avrà una discendenza.

Il SIGNORE li aiuta e li libera; li libera dagli empi e li salva, perché si sono rifugiati in lui.»
Dal Libro Dei Salmi 37

Il Signore è vicino ai Suoi figli


Gesù, vedendo che aveva risposto con intelligenza, gli disse: «Tu non sei lontano dal regno di Dio». ( Marco 12:34)

Comunemente si pensa che Dio sia lontano dalle nostre realtà quotidiane, disinteressato e inarrivabile, relegato da qualche parte nella galassia che ci circonda. É vero che una separazione tra Dio e gli uomini esiste ed causata dal peccato in ogni sua forma, ma è altresì vero che Gesù, figlio di Dio, è sceso dal cielo sulla terra per cercare e salvare chiunque fosse perduto, l’enorme distanza è stata colmata da Gesù, il Cristo, che morendo sulla croce, ha pagato il prezzo del riscatto ed è risuscitato dopo tre giorni.

Nessun merito personale avrebbe mai potuto avvicinare l’uomo a Dio.Il Signore é molto piú vicino di quanto si possa immaginare. Gesú non manda mai via chiunque si avvicini a Lui.

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Forti e coraggiosi


Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dar loro. Solo sii molto forte e coraggioso; abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. (Giosuè 1: 5-7)

 
Dio non lascia il giusto in sofferenza o senza una risposta. Papà celeste ti ringrazio per l’incoraggiamento. Avanti, siamo nella strada giusta, amen!

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Ama la Sposa


Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della parola, per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. (Efesini 5:25-27)

In questi versi si parla dell’amore che i mariti devono avere verso le proprie mogli, sono regole chiare che il Signore ci dona: ogni cosa dataci da Lui  è meravigliosa.
Qui si parla del rapporto tra marito e moglie. Paragonando questo tipo di amore a quello perfetto che ha Cristo nei confronti della chiesa, l’apostolo ci spiega come l’uno deve amare l’altra.
A parer mio intravedo anche un’altra esortazione, un richiamo importante al fatto che tale amore deve essere lo stesso che le autorità della chiesa provano nei riguardi delle persone affidate loro da Dio, lo devono provare, vivere e poi donare a coloro che curano.

Come Cristo è il Capo della chiesa e il marito è autorità sulla moglie, i pastori ed i leaders sono autorità che Dio ha lasciato nella chiesa affinché amino le pecore a loro affidate, mostrando e vivendo questo tipo di amore ed essendo disposti a sacrificarsi affinché le anime siano come la moglie di cui Dio parla nella sua Parola.
Questo è quello che io desidero fare e mettere in pratica: vivere il Suo amore in modo puro e semplice, in modo del tutto altruista e riuscire ad aiutare gli altri a divenire astri splendenti dell’esercito di Dio, figli amati dell’Eterno.

 

 

Mancare il bersaglio


Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento. Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro o avaro (che è un idolatra) ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni; perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste;  poiché tutto ciò che è manifesto, è luce. Per questo è detto: «Risvègliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce».  (Efesini 5:3-14)

Non dovrei nemmeno commentare le parole di Paolo perchè sono molto chiare e purtroppo attualissime.
Meditavo sul significato della parola consacrazione, e su quanto siamo disposti a immergerci completamente in Cristo per seguire ogni suo passo e comandamento d’amore. Troppo difficile seguire i Suoi passi o troppo facile stare con due piedi in una scarpa?
Mentire a sè stessi e agli altri, questa si che è la soluzione giusta per peccare e passare inosservati.
Peccare significa  “mancare l’obiettivo”, ovvero non fare centro nel cuore di Dio Padre che ci vuole stretti a Lui come figli amati e santi, cioè appartati, separati per Lui.
La conseguenza della disobbedienza alle Sue regole d’ amore?
Non entrare nel regno dei cieli. Ti pare poco?
“E’ importante ricordare che la nostra eternità dipende da come vivremo i nostri anni sulla terra.
La Grazia ci ammaestra per farci vivere con saggezza la nostra vita sulla terra. Il corpo – per sua natura – ha solo il desiderio di provare piacere ma non tutto quel che piace ci fa poi del bene.
Paolo agli Efesini, sottolinea come i credenti non solo non commettono più quei peccati ma non ne parlano neppure. Nessuno di quelli che ha ricevuto la Grazia può vivere più nel peccato.
Oggi, purtroppo, il nemico combatte affinché le coscienze si appiattiscano così che il peccato non venga più reputato tale ma lo Spirito Santo provvede a tenere la nostra coscienza desta e sveglia.
Se la nostra coscienza si appiattirà, sarà più difficile vivere una vita santa.” (Past. Porrello)
Il pastore Lirio, dunque, esorta a mantenere la nostra coscienza pura e sensibile allo spirito per rigettare il peccato in tutte le sue forme.

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Al posto nostro


Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. (Isaia 53:5)

Poche righe profetiche che annunciano che la grazia di Dio sarebbe piovuta sul mondo.
Poche righe che descrivono la nostra vita prima della morte di Gesù.
Poche righe che racchiudono tutto ciò che eravamo.
Poche righe che non si dovrebbero mai dimenticare.
Queste poche righe andrebbero meditate ogni giorno, affinchè ci rendiamo conto di tutto il dolore  che Gesù ha provato al posto nostro, morendo al posto nostro, per riportarci in vita e farci riconciliare una volta per tutte con Dio Padre.
Ogni volta che, peccando, ci allontaniamo dal Padre, lo Spirito Santo si rattrista e soffre per noi.
Che lo Spirito Santo ricordi questi versi a tutti i figli di Dio che stanno vivendo sul filo del rasoio a causa del compromesso.

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Che la nostra vita sia degna di questo sacrificio!